Onorari
Gli onorari sono stabiliti in totale trasparenza con il cliente, sin dal primo incontro, dopo aver preso conoscenza del caso, in base alla sua natura e alla sua difficoltà e al tempo dedicato al suo trattamento, in conformità con le norme deontologiche della professione di Avvocato*, formalizzati in un accordo sugli onorari.
Diverse modalità di determinazione degli onorari sono praticate e spesso combinate nell’accordo sugli onorari:
- Fatturazione forfettaria: un onorario forfettario è applicato nell’ambito delle procedure giudiziarie in particolare, a copertura delle attività svolte che esse comportano e che sono prevedibili.
- Fatturazione al tempo: l’onorario a tempo è applicato nell’ambito delle prestazioni di consulenza o in aggiunta ad un onorario forfettario.
- Fatturazione al risultato: può essere concordato un onorario di risultato, che rappresenta un compenso aggiuntivo, basato sul raggiungimento di un risultato preciso per il cliente, che si aggiunge a un onorario basato su una fatturazione forfettaria o su una fatturazione al tempo.
Assicurazione di tutela legale: il cliente è sistematicamente invitato a verificare se dispone di una garanzia di tutela legale collegata a uno dei suoi contratti di assicurazione (abitazione, auto, carta bancaria, responsabilità civile professionale). In tal caso, gli onorari dello studio saranno, in parte, presi in carico dalla compagnia assicurativa, nei limiti previsti dal contratto di assicurazione.
Rimborso dei vostri onorari da parte della controparte: a seguito di una controversia giudiziaria, il giudice può decidere di condannare la controparte a indennizzarvi per gli onorari pagati e le spese sostenute durante la procedura. In materia civile, tale indennizzo è previsto dall’articolo 700 del Codice di procedura civile e in materia penale, dall’articolo 475-1 del codice di procedura penale.
*Articolo 11.2 del Regolamento Interno Nazionale della professione forense:
"Gli onorari sono fissati secondo gli usi, in funzione della situazione economica del cliente, della difficoltà del caso, delle spese sostenute dall’avvocato, della sua notorietà e delle attività svolte."
" Il compenso dell’avvocato dipende, in particolare, da ciascuno dei seguenti elementi conformemente agli usi: il tempo dedicato al caso, il lavoro di ricerca, la natura e la difficoltà del caso, l’importanza degli interessi in gioco, l’incidenza dei costi e degli oneri dello studio di cui fa parte, la sua notorietà, i suoi titoli, la sua anzianità, la sua esperienza e la specializzazione di cui è titolare, i vantaggi e il risultato ottenuti a favore del cliente grazie al suo lavoro, nonché il servizio reso a quest’ultimo, la situazione economica del cliente."